Una Chiesa di tante voci

Recentemente, Romano Dasti ha proposto al Consiglio Pastorale Diocesano e su questo sito la convocazione di un nuovo Sinodo per la Chiesa di Crema.

Un sinodo è un momento intenso e impegnativo di consultazione e di scambio. Non è facile da realizzare, innanzitutto da un punto di vista organizzativo. Però, al di là di questa particolare iniziativa, la sinodalità in generale dovrebbe essere una caratteristica della comunità cristiana. Cosa si intende con sinodalità? E', letteralmente, il "camminare insieme", cioè il fatto che tutti i cristiani sono chiamati a partecipare al discernimento su come vivere il Vangelo oggi e sulle decisioni da prendere per l'intera comunità cristiana.

In altre parole, la sinodalità è una Chiesa di tante voci, non di una sola o poche. Tante voci perché ciascuno di noi è portatore di doni da scoprire e valorizzare. Poi è compito dei pastori indicare una direzione verso la sintesi e l'unità, ma dopo aver esercitato un ascolto attento e profondo.

Il vescovo Cipriano di Cartagine, un Padre della Chiesa, diceva: "Mi sono proposto di non decidere nulla secondo la mia opinione personale, senza il vostro consiglio e la voce del mio popolo".

Ci sono dei temi, inoltre, su cui il contributo dei laici ha un rilievo particolarmente pronunciato. Penso alle questioni economiche e anche alla gestione dei beni e delle finanze ecclesiastiche. Non mancano a tale proposito gli episodi di cronaca che creano sconcerto e sicuramente è una questione su cui non c'è consenso, come dimostrano gli articoli qui riportati.

Un altro discorso delicato è il rapporto con la politica, il quale sembra essere orientato prevalentemente sulla base dei discussi rapporti personali di alcuni membri della gerarchia con alcuni "pezzi da novanta" dei palazzi romani.

Questa settimana il sito offre qualche spunto in proposito, ma credo che siano dei temi che richiedono un "coinvolgimento sinodale", cioè un confronto aperto e libero tra i cattolici. A tutti i livelli.