I rom e il profeta Isaia

Sarkozy in Francia spinge per l'espulsione dei rom.

Il ministro dell'Interno Maroni lo elogia e annuncia di voler rincarare la dose. "Purtroppo - aggiunge - quelli che hanno cittadinanza italiana hanno diritto a restare, non si può fare nulla".

Quali sono le colpe di queste persone? In primo luogo sono rom, poi non godono di un reddito minimo, non hanno una dimora adeguata e sono a carico del nostro Stato sociale. Tradotto: i più deboli che appartengono a certe popolazioni non sono da aiutare, ma da bastonare. Sono persone di serie B.

Intanto, il papa all'Angelus del 22 agosto ha parlato di accogliere le legittime diversità umane e di educare alla fraternità universale. E non avrebbe potuto dire altrimenti. Nella liturgia del giorno (XXI domenica del tempo ordinario, anno C) c'erano testi inequivocabili. La famiglia di Dio è la famiglia umana, al di là dei confini etnici, nazionali o religiosi.

Nel capitolo 66 (vv. 18-21) di Isaia, il Signore convoca un raduno universale ("Verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue"). Coloro che non hanno udito parlare di Lui e non hanno visto la sua gloria diventeranno suoi annunciatori e tra di loro sceglierà dei sacerdoti. Proprio tra gli stranieri di altre nazioni e culture!

In Luca (13,22-29), Gesù descrive chi siederà a mensa nel regno di Dio: "Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno". A rischiare di stare fuori, invece, sono proprio quelli che sembrerebbero i primi.

Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: "Non vi conosco, non so di dove siete". Allora comincerete a dire: "Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. Ma egli vi dichiarerà: "Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!".

Proprio i cristiani, quelli che hanno mangiato e bevuto ogni domenica in sua presenza, rischiano di non entrare nel regno. Dio guarda la giustizia, guarda il cuore, non le adesioni rituali e formali.

Dov'è la giustizia nel discriminare e penalizzare delle persone perchè appartenenti a una categoria da demonizzare, indipendentemente dalle responsabilità individuali?