Ospitando libertà

Don Angelo Casati (sacerdote milanese, scrittore e poeta) per due anni ha animato un percorso di ascolto e dialogo presso il Centro diocesano di spiritualità di Crema. Quegli incontri sono diventati un libro (Ospitando libertà, Centro Ambrosiano). I capitoli esplorano vissuti della vita quotidiana (come libertà, menzogna, amicizia, giustizia...) su cui credenti e no si possono confrontare e incontrare. Il libro sarà presentato lunedì 11 ottobre, alle ore 21, presso il Centro San Luigi con un dialogo tra Gabriella Caramore (giornalista, autrice e conduttrice della trasmissione "Uomini e Profeti", Radio Tre) e don Angelo. Anticipiamo alcuni brani della Prefazione dello scrittore Erri De Luca.
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Ho incontrato don Angelo, più volte mi ha invitato tra i suoi fidandosi di me, lettore senza fede di scritture sacre. Nella sua sala mi ha dato la parola, ora ricambio. Ho letto con occhi e orecchie i suoi pensieri schietti che spiegano vocaboli solenni.
Sta controcorrente non da bastian contrario, ma da salmone. Risale alla sorgente della parola sacra, la raggiunge com'era prima dell'abuso e dell'usura. (...)
Don Angelo rianima la parola antica, ci soffia sopra e quella torna a sprigionare fiamma. Perché pure sotto lo strato di polvere, di cenere, la parola sacra ha natura di roveto ardente, brucia senza potersi consumare. (...)
Scrive la mia poetessa preferita, la russa Marina Zvetaeva: «Solo nell’entusiasmo l’essere umano vede con precisione il mondo./Dio ha creato il mondo in entusiasmo». Don Angelo riscatta nelle parole sacre l’entusiasmo degli inizi. Lui ama le avventure del Primo Testamento e del Secondo, si fa portatore del senso del magnifico azzardo di credere. Non è riparo, arrocco, trincea, l’esempio che dà il Cristo, ma scelta di sbaraglio e opposizione ai poteri del tempo, politici e religiosi. Pratica la libertà che non è pista battuta, ma apertura di traccia in neve fresca.
Don Angelo è discepolo di questa libertà. La sua voce coinvolge perché non è di maestro che ripete lezioni, ma di apprendista fresco di esperienza nuova. Suggerisce di andare nella vita col sospetto di rasentare, sotto il velo di nebbia del banale, prodigi sparsi ovunque e immensità affioranti. Si lascia commuovere dal dono senza tornaconto, dal gratis che è spicciolo di più grande grazia. Opposto a ogni fasulla autorità costituita, la sua mitezza è irriducibile ai ranghi. Don Angelo rompe la fila.