Pace col creato

documents-folder-white-icon“La crisi ecologica offre una storica opportunità per elaborare una risposta collettiva volta a convertire il modello di sviluppo globale in una direzione più rispettosa nei confronti del creato e di uno sviluppo umano integrale, ispirato ai valori propri della carità nella verità. Auspico, pertanto, l’adozione di un modello di sviluppo fondato sulla centralità dell’essere umano, sulla promozione e condivisione del bene comune, sulla responsabilità, sulla consapevolezza del necessario cambiamento degli stili di vita e sulla prudenza, virtù che indica gli atti da compiere oggi, in previsione di ciò che può accadere domani”.

Questa frase è il perno intorno al quale ruota il documento che papa Benedetto XVI ha scritto in occasione della Giornata della Pace:”Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”.

Dopo aver esaminato i danni che gli uomini hanno compiuto e continuano a compiere, mantenendo un rapporto di puro e semplice sfruttamento nei confronti della terra, il pontefice chiede un cambiamento di rotta: centralità dell’uomo, condivisione dei beni, nuovi stili di vita, capacità di progettare il futuro.

Non sono una novità. Sono duemila anni che il Vangelo ci ripete che l’uomo è più importante del sabato, che dobbiamo distribuire i pani e i pesci, che non bisogna prendere due tuniche, che è necessario essere astuti come serpenti… Tuttavia se siamo arrivati alla drammatica situazione denunciata anche dal papa qualcosa non ha funzionato.

E’ necessario cambiare vita. Se, come dice p. Turoldo, conversione è cambiare modo di pensare al punto che sarà beato il povero e non il ricco, ci rendiamo conto di quale rovesciamento di valori e di comportamenti siamo chiamati ad operare. Che l’imminente Quaresima sia un’occasione per riflettere e… non solo. Diamoci da fare.

Enrico Fantoni

Per approfondire: leggi il messaggio di Benedetto XVI "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato"