Alle radici del viaggio

library-folder-white-iconDaniela Perego, laureata in Scienze dell’Educazione  e impegnata nel campo del disagio e della disabilità, ha partecipato ad un viaggio di turismo responsabile con la cooperativa sociale “Viaggi Solidali”.

La meta è stata il Senegal. Un viaggio itinerante di 13 giorni. Si parte da Dakar, si visitano diversi villaggi  scoprendo le realtà di cooperazione e si ritorna a Dakar.

Prevalentemente ci si sposta con un pullmino, ma ci sono previsti trasferimenti in piroga e con il carretto trainato da cavallo. I pernottamenti sono previsti in campament oppure ospitati delle famiglie locali.

L’itinerario prevede per i primi due giorni la visita a realtà più turistiche come l’isola di Gorèe, poi ci immergeremo nei villaggi, allontanandoci dalla città, per poi ritornare a Mbour e da lì ripartire per Dakar.

Come sempre la partenza mi colpisce tra capo e collo…. Le ultime cose da organizzare, una valigia che contiene poco niente, che mi servirà? Ho seguito quasi alla lettera ciò che mi hanno consigliato gli organizzatori.

La cooperativa che gestisce questi viaggi ha mandato ad ogni partecipante alcune informazioni utili: cosa mettere in valigia, come comportarsi arrivati in Senegal. Le cose più importanti che ci hanno consigliato sono state quelle di non dare assolutamente soldi a nessuno, non fare elemosina, di prestare attenzione alle parole che useremo, perché il significato delle parole viene dato sulla base della propria esperienza e del proprio orizzonte di riferimento,quindi usare poche parole e concrete.

Eccomi a Dakar… scendere dall’aereo non mi sembrava di essere in un altro paese. Gli addetti erano tutti neri, come in Italia, ma poi sono stata invasa dall’odore di Dakar… Un odore inspiegabile, un misto di umidità e salsedine che prendeva la gola, che rendeva difficile il respirare, un odore difficile da descrivere, ma che rimane impresso, tanto indescrivibile quanto indimenticabile.

Eccoci nell’albergo. La strada che ci circonda è sterrata. Sabbia, buche. E ancora quell’odore… L’escursione termica è allucinante. Sono partita dai meno 2 di Milano e ora minimo ci saranno 30 umidi gradi.

Raccontare giorno per giorno diventa difficile; imprimere su di un foglio ciò che sento e vedo è quasi impossibile…

Potrei riassumere il mio viaggio con tre parole: EMOZIONI, TEMPO,COLORI.

 

EMOZIONI

È strano, ma sono loro ad avermi accompagnato…poco era razionale…tutto era basato su ciò che sentivo… l’importanza delle radici all’isola di Gorèe… generazioni di afroamericani che in cerchio ricordavano ciò che era successo ai loro parenti, per non dimenticare…

L’incontro con l’altro…i canti delle donne, i ritmi delle percussioni, i movimenti e i balli… l’imbarazzo del dover ballare passava in secondo piano rispetto al caldo abbraccio…

I sorrisi dei bambini, delle donne, degli anziani…

Il sentirsi accolto in una famiglia,mai vista e probabilmente che non vedrò più, e sentirsi parte di essa…

Sostare davanti all’immensità di un tramonto o alla lacrime di un bimbo che, spaventato, piangeva alla vista del Toubab (l’uomo bianco)…

Cantare in cerchio davanti al Baobab sacro…lui sommo in mezzo all’immenso… come descrivere quella sensazione che ti lascia senza fiato, senza parole… ammiri, pensi e speri di poter conservare per sempre dentro te stesso questo momento… Scoprirsi piccoli di fronte ad un cielo immenso… ma davvero ci sono così tante stelle in cielo???

Mangiare al chiaro della luna, per terra , in cerchio, il senso di comunità…

 

TEMPO

Riscoprire una nuova dimensione del tempo…

Un piccolo esempio: avevamo appuntamento alle 15 in un villaggio con un rappresentante di una comunità, da buoni occidentali eravamo in loco con un anticipo di 10 minuti. Lui è arrivato con 2 ore di ritardo, spiegandoci che lui l’orologio non l’aveva e il sole c’era ancora…e poi ci ha lasciato una pillola di saggezza”la vita va vissuta, non rincorsa”

Il saper attendere,il non avere fretta… inizialmente è stato difficile, anche se ero in vacanza!!! Poi ho capito che 5 minuti… beh equivalevano almeno a mezz’ora!!!!

Il tempo in famiglia… la cena… ritrovarsi insieme, mangiare, parlare, ballare…stare insieme. Nessun momento è “sprecato”, l’attesa equivale a fare conoscenza.

Prendere un the insieme… una cerimonia… bisogna investire un’oretta… ben spesa!!!

Ho dimenticato la fretta e l’impazienza e ho imparato ad apprezzare l’attesa dei 5 minuti africani…

 

COLORI

I colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni. (Pablo Picasso)

I colori sono forti, caldi, tanti…

La luce è forte, il sole una palla di fuoco che all’alba e al tramonto dipinge nel cielo e sul mare sfumature mai viste… a volte non trovavo in memoria sufficienti termini per descrivere ciò che vedevo… quante tonalità può avere il rosso? E l’azzurro????

Il momento più particolare è verso il tramonto… prima l’esplosione dei colori del tramonto, poi

il buio… l’attesa della luna e delle stella che tornano a portar luce…

 

IL RIENTRO

Dopo tredici giorni mi ritrovo a Dakar..il suo odore è sempre quello… unico.

Eccomi a Milano… il primo pensiero è stato quello che qualcuno avesse spento la luce… Tutto è più opaco,offuscato. La gente non sorride…

Dopo le strade di Dakar sembra che a Milano non ci sia traffico, non avrei mai pensato di poterlo dire!!!