E ora parliamo di soldi...

documents-folder-white-iconIl denaro è per gli uomini, o sono gli uomini schiavi del denaro?

La domanda nasce da un intreccio di circostanze, vicine e lontane. Vengono alla luce, nella politica di ogni segno, nuovi episodi di malaffare con cui i partiti non fanno i conti fino in fondo. Nella trasmissione di Gad Lerner, il giornalista Gianluigi Nuzzi ha descritto gravi illeciti finanziari commessi da personalità, anche ecclesiali, legate allo IOR e documentati da un libro finora mai smentito. Intanto, il servizio iniziato qui a Crema, con il neonato Centro di ascolto delle povertà, sta facendo incontrare a me e ad altri persone piegate dalla crisi economica.

L’accaparramento di denaro e le nuove disuguaglianze sono due facce di un’iniquità sociale, diffusa. Alla radice di tutte queste situazioni, non c’è forse il nostro rapporto con i soldi? Ecco perché, con l’inizio della quaresima, vale la pena di tornare a riflettere sul Fondo famiglie solidali, istituito l’anno scorso anche nella nostra diocesi.

Il suo valore non sta solo in una raccolta episodica di denaro, ma nell’educare a far entrare stabilmente i poveri nel proprio bilancio, una condivisione che prosegue nel tempo. È un aspetto che purtroppo trova scarso riscontro nella nostra realtà. Facciamo fatica a passare dalla logica del «mio» a quella del «nostro».

Percorrere questa strada porterebbe lontano. Le scelte più importanti riguardo alla gestione di beni e capitali potrebbero essere oggetto di un confronto aperto e partecipato a livello parrocchiale, diocesano, ma anche nazionale sulle risorse dell’8 per mille. Laici, preti e vescovi che riflettono insieme su come compiere gesti evangelici, mettendo gli ultimi al primo posto: sarebbe un grande segno di comunione e corresponsabilità! E di credibilità!

Il discorso avrebbe anche un valore civile: coinvolgere la cittadinanza quando ci sono in gioco risorse che sono per tutti, al di là degli interessi partitici. Pensiamo ai casi locali del mercato coperto e dell’asilo Montessori.

 Sogno o utopia possibile? Dipende dalla conversione a cui ci chiama la quaresima: schierarci interiormente su un lato del crinale del «Beati voi poveri… Guai a voi ricchi» di Luca 6,20.24. Dove sta di casa il nostro cuore? Dov’è il nostro tesoro?