Le ragioni della speranza

C'è anche un deficit di speranza da registrare.

Ed è un deficit non da poco, perché va a sommarsi ad altri deficit che in questi ultimi mesi, per non dire settimane, si sono accumulati davanti ai nostri occhi ed hanno pesato sui nostri cuori.

La cronica mancanza di lavoro dei giovani, il numero sempre maggiore di precari, la crisi economica che si involve, la disoccupazione crescente, il cinismo di chi specula in borsa, la svalutazione della moneta e, ultimamente, il riprendere vigore della corruzione come stile di vita gettano lunghe ombre sul presente e sul prossimo futuro.

Anche nella Chiesa la situazione è alquanto grigia. Nonostante l'ammirevole sforzo di papa Benedetto XVI di fare chiarezza, si percepisce con amarezza che tante cose, nel recente passato, non sono state condotte con la dovuta trasparenza e linearità.

Per chi ha dimestichezza con la Storia sa che nel passato l'umanità si è trovata ad affrontare situazioni ben peggiori e drammatiche e che anche la Chiesa, tra antipapi, scismi e corruzioni si è trovata in acque anche più tempestose delle attuali. Tuttavia per chi, come me, non si accontenta di una visione puramente storicistica, né si illude di un generico quanto banale "verranno tempi migliori", ma crede fermamente che la speranza vada coltivata come il granello di senape, c'è una sola strada: il movimento ecumenico.

Dice il teologo Luigi Sartori: "Sento che questa concezione non è una piccola strategia per metterci d'accodo tra cristiani, bensì è l'anima della vera nuova cultura. Io non posso più vivere senza gli altri, devo vivere con gli altri. Allora devo condividere con loro la speranza e soprattutto l'amare. O il mondo si lascia dominare da una civiltà, da una cultura globale dell'amore, oppure si spegnerà.

Ecco cos'è l'ecumenismo vero: saper vivere con la diversità, anche quella che ci contrasta, che ci sembra concorrente: esso chiama tutti a sperare insieme, e quindi produrre e vivere una speranza globale e plenaria nel futuro. La fede deve diventare un con-credere, un saper credere non da soli, non contro gli altri, ma insieme con gli altri."

Dobbiamo costruire un cristianesimo più maturo, non per combattere gli altri, ma per abbracciare gli altri, perché l'umanità speri e creda insieme.