Una piccola voce

Ho ascoltato una piccola voce. Era un sussurro appena udibile, perché veniva da un uomo segnato dalla vecchiaia e da anni di lavoro in in fabbrica e in ospedale. Il suo nome è Luisito Bianchi. E' un prete.

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Il prezzo del silenzio

a cura della Redazione di “Mosaico di pace” n. 4/2010

 

E’ pesante come un macigno la triste verità che emerge dai recenti avvenimenti che coinvolgono la Chiesa cattolica, in particolare in alcune nazioni.

sites-folder-white-iconPerché su un tema così scabroso affiorano vecchie politiche di silenzio delle gerarchie, coniugate a modalità omertose e spesso ipocrite. Siamo noi tutti, chiesa, a pagarne il prezzo più alto. Perché la polvere sotto i tappeti prima o poi emana il suo fetore e si aggravano le responsabilità di chi non ha avuto il coraggio di compiere scelte, doverose e necessarie, di rottura e di legalità, al momento opportuno e senza esitazioni. Scelte di denuncia dei responsabili all’autorità giudiziaria, di punizione dei colpevoli, di risarcimento delle vittime e delle loro famiglie. Scelte di trasparenza  e di “riparazione” delle ferite del corpo e dell’anima delle persone offese.

Perché le persone, tutte, valgono. Ma i bambini ancora di più. Essi sono il volto innocente e pulito di questa nostra contraddittoria umanità. Eppure, molti, troppi di questi bambini sono stati violati. Doppiamente violati, dall’abuso e dal suo sottacerlo. Proprio nei luoghi massimamente eletti per la loro formazione. Luoghi religiosi, di culto. Di affidamento a una speciale responsabilità e cura. Nei quali ha finito per prevalere un’irresponsabile politica di silenzio e di segretezza.

Qualcosa si è incrinato. E’ tempo di rompere il silenzio, di far tesoro di questo inciampo e di cambiare non solo su reati ripugnanti come la pedofilia. Le strade di censura e di “prudenziali omissioni” rivelano tutta la loro fallibilità.

La lezione è dura, ma inequivocabile, in questo senso. Per aprire una riflessione autentica è necessario, prima di tutto, accogliere con maturità le critiche anche sofferte che provengono da più parti e non nascondersi dietro tesi auto assolutorie – “certo ci sono pedofili nella Chiesa, ma fuori ancor di più” – o teorie politiche  e complottarde – “chi sta dietro a questo attacco alla Chiesa?”.

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GESÙ, FUORI DAL COMUNE - il suo sogno era troppo diverso, fuori misura

documents-folder-white-iconÈ morto fuori. L’hanno ucciso fuori. Fuori dalla città. E l’hanno deposto in fretta dalla croce. Era vicina la festa, la più grande delle feste e non sarebbe stato un bello spettacolo vedere un uomo inchiodato alla croce.

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"Chi te lo fa fare?"

In seguito al susseguirsi di rivelazioni sugli abusi sessuali da parte di esponenti del clero cattolico, una persona mi ha chiesto scherzando, ma fino a un certo punto: «Chi te lo fa fare a essere cattolico? Non puoi credere in Dio e negli stessi valori anche senza la Chiesa?».

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Dopo il voto

Il voto del 28-29 marzo era importante per il numero di regioni coinvolte. Ha anche offerto molti spunti di riflessione sull’impegno dei cristiani in politica, un tema importante per questo sito. Condivido allora alcune considerazioni che sono personali e non dell’intero gruppo redazionale.

1. Ha vinto il partito del non voto: l’astensione (oltre il 35%) ha superato il livello fisiologico. Anche in Lombardia. Sempre più cittadini rifiutano questa politica, incatenata dall’egoismo e dalla ricerca esasperata del tornaconto, e non trovano alternative credibili. Un primo compito della comunità cristiana non è quello di essere attenti alle loro voci e alle loro esigenze, davanti a questo evidente vuoto di rappresentanza?

2. Non si può negare, comunque la si pensi, che in queste elezioni c’è stato un serio problema di informazione, anche per l’interferenza della politica. Se si mettono a tacere delle voci, è sempre un danno per la democrazia. Alla fine, non si è di fatto parlato di programmi, di progetti, di problemi. Abbiamo avuto l’ennesimo referendum pro o contro Berlusconi, quando invece si trattava di un voto amministrativo. Anche i partiti dell’opposizione appaiono spesso lontani dal territorio e dalle situazioni che toccano le persone, più impegnati in giochi di alleanze e lotte di potere. Tra tutti, la Lega è senz’altro più attenta a questa dimensione e al ricambio dei candidati. Un altro impegno per i cattolici, allora, è quello di essere sentinelle che tengono desta l’attenzione sul Paese reale.

3. Nel mondo cattolico, l’attenzione dedicata al «caso Bonino» forse ha monopolizzato eccessivamente il confronto e condizionato la percezione dell’intera consultazione, confondendo la parte con il tutto. Alcune interpretazioni hanno suggerito una contrapposizione tra uno schieramento vicino al messaggio cristiano e uno avverso ad esso. Non è stato così. Vale la pena ricordare quanto scrivevano i vescovi della Lombardia nel 2006: «A nessuno è lecito rivendicare esclusivamente in favore della propria opinione l’autorità della Chiesa» (Gaudium et spes, n. 43). Di conseguenza, ci si deve guardare dalla tentazione di presentare se stessi o il proprio schieramento come il migliore o persino come l’unico interprete della dottrina sociale della Chiesa e dei suoi valori e principi, tacciando gli altri fratelli nella fede di minore fedeltà al Vangelo o di incoerenza con esso.
Nello stesso tempo dobbiamo sentirci impegnati a promuovere un’azione educativa costante e capace di aiutare tutti alla comune condivisione dei medesimi principi ispirati alla retta ragione e al Vangelo e, insieme, al rispetto delle posizioni e delle scelte “pratiche” di ciascuno. Infatti, dalla medesima fede e dal riferimento alla stessa ispirazione cristiana non derivano necessariamente identiche scelte programmatiche, politiche e di schieramento. Di conseguenza il giudizio su queste scelte non può essere formulato in nome della fede e dell’appartenenza ecclesiale.
Ai cattolici, perciò, non tocca benedire o demonizzare nessuna parte politica, ma saper valutare i comportamenti e le scelte con sguardo libero e critico, al di là delle preferenze personali.
(continua)

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